Mercoledì, 10 Giugno 2009 alle 16:00
Novità editoriale: libro e DVD anche in versione inglese
La mediazione nei processi di apprendimento
Il Metodo Feuerstein nel mondo
di Michela Minuto, Annamaria Capra, Carlo Rossi
Antologia multimediale in ambiente Hyperfilm
Questo lavoro è stato presentato nelle seguenti manifestazioni:
INTRODUZIONE
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In un’ epoca quale quella attuale di crescente complessità, l’educazione assume una funzione
sempre più determinante per un futuro vivibile; compito infatti di genitori e insegnanti è quello di
preparare giovani attrezzati, dotati cioè di conoscenze e competenze che permettano loro di
affrontare le nuove realtà in modo consapevole e flessibile.
Le società multietniche da un lato e l’allargarsi dei confini dall’altro richiedono inoltre modalità di
convivenza fondate sulla curiosità, sull’interesse verso l’altro per costruire terreni comuni di
scambio e rispetto reciproco.
Ecco quindi che tutti coloro che si occupano di educazione sono oggi sempre più responsabili dei
cittadini di domani; la loro “missione” è fondamentale perché a loro spetta il compito di educare i
giovani ad un pensiero efficace nell’ottica di una visione al tempo stesso locale e globale.
IL METODO FEUERSTEIN
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Da più di quarant’anni nell’ambito del panorama internazionale dei metodi per favorire lo sviluppo
di abilità cognitive e interculturali, si distingue il Metodo Feuerstein, che si colloca all’interno
dell’educazione cognitiva e metacognitiva.
Strutturato dallo psicologo israeliano Reuven Feuerstein, è stato introdotto in Italia alla fine degli
anni ’80. Costantemente aggiornato, è oggi diffuso in molti paesi e tradotto in moltissime lingue ed
è applicato in più campi: nella scuola, nella formazione e nella riabilitazione.
Tale approccio, fondandosi sul presupposto della plasticità del cervello e sulla modificabilità
dell’intelligenza umana, ha trovato nei più recenti sviluppi della ricerca all’interno delle
neuroscienze un sostegno scientifico che ne ha confermato la validità; infatti, il concepire
l’intelligenza come co-costruzione tra dati genetici e relazioni umane e il fornirne linee-guida per
l’intervento hanno aperto nuove frontiere e fondato nuove speranze per lo sviluppo delle abilità
cognitive e relazionali di ciascuno, in qualsiasi momento della vita e a partire da qualsiasi
condizione.
Il Metodo Feuerstein, inoltre, si caratterizza, in particolare, per unire ad un approccio teorico,
fondato sulla modificabilità cognitiva strutturale, una strumentazione applicativa costituita da una
serie di esercizi strutturati a seconda dell’età a partire dall’infanzia, che permettono di esplorare le
potenzialità del soggetto e di svilupparle attraverso un training mirato, che può essere attuato sia
nell’ambito famigliare che in quello formativo.
L’attenzione dello psicologo israeliano si rivolge inoltre ad ottimizzare il rapporto tra i quattro
fattori chiave che influenzano il processo educativo: il mediatore, l’allievo, il compito e il
contesto. Nessuno di questi fattori esiste isolatamente, ma tutti interagiscono come parte integrante
di un processo dinamico in continuo sviluppo. In questo approccio il contesto non costituisce solo
uno sfondo in quanto un ambiente modificante concorrerà in modo rilevante allo sviluppo dell’individuo.
PRESENTAZIONE DELL’OPERA
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Il lavoro realizzato consiste nella documentazione, attraverso un prodotto multimediale e
ipertestuale , dell’applicazione del Metodo Feuerstein attraverso la testimonianza di operatori che
lo applicano in tutte le parti del mondo, in contesti anche molto diversi fra loro:
Il filo rosso che unisce le diverse esperienze è l’attivazione strutturata di un’azione educativa
centrata sulla Mediazione, proposta come modello integrato di intervento focalizzato
sull’importanza della relazione intenzionale all’interno del processo educativo.
Sono così presenti in questo lavoro le testimonianze dirette di più di cinquanta operatori
provenienti da molti paesi del mondo- Cile, Hong Kong, Inghilterra, Illinois, Francia, Olanda,
Brasile, British Virgin Islands, Colombia, Giappone, California, Israele, Messico, Australia, Belgio,
Sud Africa, Panama, Italia, Malesia, Canada, Alaska, Spagna, Florida, Georgia, Finlandia, India,
Polonia, Ungheria, Nuova Zelanda, Qatar- , che applicano il metodo in diversi contesti, da quello
dell’educazione interculturale a quello della formazione e della riabilitazione per sviluppare le
potenzialità di ciascun individuo e offrire alle persone coinvolte strumenti adeguati per una loro
integrazione attiva e partecipe a scuola, nella società e nel mondo del lavoro.
Alla luce delle nostre esperienze precedenti abbiamo utilizzato il programma Hyperfilm, un
ambiente digitale che consente l’organizzazione di materiali di tipo diverso in una forma
ipertestuale a più livelli.
Sulla base di un’intervista filmata al professor Rafi Feuerstein, figlio del professor Feuerstein, che
presenta brevemente alcuni aspetti essenziali del metodo e dei suoi sviluppi, si innestano le diverse
testimonianze, arricchite spesso da altri materiali di documentazione che consentono di
approfondire il tema affrontato.
Inoltre sono presenti testimonianze dirette e materiali relativi all’applicazione del Metodo
soprattutto in Italia nell’ambito dello sviluppo cognitivo, della scuola, dell’intercultura, dello
sviluppo dei talenti e della formazione.
ALCUNE INTERVISTE
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Presentiamo qui di seguito, in sintesi, alcune interviste.
Per un panorama della diffusione negli USA e nel mondo Lou Falik – Stati Uniti (California)
E’ per me un grande piacere poter parlare dello sviluppo e della storia del Metodo Feuerstein negli Stati
Uniti d’America. Mi chiamo Lou Falik e sono professore di Counseling presso la San Francisco State
University. Lavoro con il Metodo Feuerstein fin dai primi anni Ottanta e da allora si è svolta un’intensa
attività di diffusione e formazione all’interno degli Stati Uniti.
Negli anni Novanta sono nati i Centri di Formazione Autorizzati; uno magnifico è sorto a Vancouver, nella Columbia Britannica, in Canada, un altro a Nashville, nel Tennessee, un altro a Chicago, dove per anni ha lavorato la nostra casa editrice, la IRI SKYLIGHT, con l’attività di James Bellanca e di Meir Ben Hur; altri sono sorti in tutti gli Stati Uniti.
Siamo inoltre diventati sempre più disponibili per i genitori che cercano aiuto per i loro figli e i loro
studenti. E’ stata una grande gioia vedere i genitori dei bambini con bisogni speciali imparare a mediare con i figli, e poi cominciare a mettersi in contatto con altre comunità. Vorrei dire che da un certo punto di vista i bambini con bisogni speciali fanno un regalo al mondo, attraverso l’attività e le competenze dei propri genitori, che a loro volta riescono ad aiutarne altri. Ultimamente, siamo passati ad occuparci dei bambini più piccoli e di una gamma più vasta e diversificata di persone: persone con un trauma cranico e anziani, per aiutarli a recuperare o a prevenire il deterioramento mentale.
Inoltre ho lavorato e lavoro per la formazione in ambito internazionale;. mi sono occupato infatti di
diffondere i programmi Feuerstein nel Sudest asiatico, in Australia e in Sudamerica, oltre che, naturalmente, in vari paesi europei.
L’adattamento del metodo a bambini con gravi difficoltà Steven Gross– Icelp – Israele
Sono Steven Gross e lavoro con il Professor Feuerstein da diciotto anni a Gerusalemme; sono responsabile del Programma Internazionale; noi seguiamo circa 150/200 bambini all’anno, che provengono da tutto il mondo Coordino una equipe meravigliosa formata da una terapista del lavoro, da specialisti nel Metodo, da logopedisti, fisioterapisti, assistenti sociali, psicologi, ludoterapisti e da neuropediatri.
Seguiamo bambini che presentano funzioni molto basse, che sono realmente pre-LPAD, pre – LPAD
Basic; la maggior parte di loro ha avuto la diagnosi di Disordine Pervasivo dello Sviluppo , o
presentano la diagnosi di autismo, o un trauma neurologico molto forte, o una forma di epilessia
multipla, o altre sindromi rare. Abbiamo riscontrato risultati molto positivi quando lavoriamo la
maggior parte del tempo con il bambino; noi insegniamo anche ai genitori e al loro operatore a
lavorare con il bambino, applicando il Metodo Feuerstein, così continueranno a lavorare con lui
nel paese dove vivono.
Alcuni bambini stanno per alcune settimane, alcuni per alcuni mesi, altri per qualche anno, dipende
dal bambino e dalle circostanze.
Come favorire un ponte fra culture Paul Sugar– Alaska (USA)
Mi chiamo Paul Sugar e sono uno specialista del Dipartimento dell’Educazione e dell’Infanzia dello stato dell’Alaska. Attualmente è in atto un progetto pilota chiamato “Progetto di scuola materna pilota per le comunità dell’Alaska” e stiamo lavorando con alcune popolazioni indigene dell’Alaska, in differenti aree del territorio, anche quelle più lontane. Solo negli anni ‘70 è stata costruita una scuola in ciascuna comunità di almeno dieci bambini; prima c’erano piccole scuole di istruzione secondaria regionali; inoltre molti ragazzi venivano mandati spesso fuori dallo Stato, per ricevere un’istruzione secondaria superiore nell’Oregon, nell’Oklahoma, in scuole che erano state fondate per loro. Così, solo da circa una generazione e mezza tutte le strutture ed istituzioni occidentali sono disponibili anche nelle comunità locali molto remote e, certamente, con tutti i contrasti culturali che ne conseguono come la perdita della lingua e la perdita della mediazione nell’ambito della cultura d’origine; ecco perchè il Metodo Feuerstein ci è parso così attraente.
Siamo convinti veramente che il Programma rappresenterà una buona metodologia per aiutare a rafforzare il senso di comunità e al tempo stesso i metodi di apprendimento accademici e scientifici, così che grazie a questo intervento educativo noi veramente aiuteremo le nostre famiglie ad essere in grado di vivere e sopravvivere in entrambi i mondi, in quello nativo e in quello occidentale.
Modalità tattile del Metodo per le difficoltà visive e di attenzione Roman Gouzman – Israele
Sono il dottor Roman Gouzman e lavoro all’ICELP con il Professor Feuerstein dal 1992.
L’obiettivo principale delle mie ricerche sull’età evolutiva era la messa a punto di strumenti speciali, che si avvalgono di una modalità speciale – la modalità tattile – per rendere accessibile il Programma di
Arricchimento Strumentale anche ai non vedenti, agli ipovedenti e ai bambini con deficit dell’attenzione.
Oggi è possibile mettere le immagini su tavola e proporle in rilievo perché disponiamo di una tecnologia
speciale. In questo modo la persona non vedente può toccare le diverse figure e confrontarle fra loro; con un tipo di esplorazione speciale, molto sistematica, può sentire la grafica tattile.
Inoltre, poichè chi non vede non può avere l’immagine mentale delle cose che non ha mai avuto la
possibilità di toccare, noi usiamo una rappresentazione simbolica molto semplice e di piccole dimensioni;
così il non vedente può toccare i simboli delle stelle, del cielo, dell’atomo e degli elettroni, riconoscerli e
formarsi un’immagine mentale guidato dalla spiegazione verbale. Quindi il nostro motto è: “I concetti senza immagini sono ciechi; le immagini senza concetti sono vuote”. Noi infatti cerchiamo di combinare concetti con immagini.
A partire dal 1992, abbiamo costruito otto strumenti: la batteria comincia con Organizzazione Punti; poi c’è Orientamento Spaziale 1, Percezione Analitica, Confronti, Istruzioni, persino Illustrazioni: è possibile infatti toccare le figure, e tramite il tatto vedere storie di ogni genere.
Inoltre usiamo modelli di oggetti realizzati con la tecnica tridimensionale e facciamo il confronto con la
rappresentazione bidimensionale di quegli oggetti.
Dopo il lavoro con gli strumenti, il non vedente vede e vi dirà: “Vedo le figure”; dopo un anno i nostri
studenti non vedenti sono in grado di farsi l’autoritratto, di riconoscere e disegnare immagini molto
complesse, e più ancora, sono in grado di formarsi immagini mentali di concetti che prima per loro erano
“ciechi”.
La diffusione del Metodo Feuerstein in Giappone. Eiko Ashizuka – Giappone
Mi chiamo Eiko Ashizuka e provengo dal Giappone, da Kobe, una città molto vicino alla famosa Kyoto,
antica e famosa capitale del Giappone.
Sono un’insegnante di Inglese, ma il mio retroterra culturale ha due fonti: l’Inglese e la Psicologia.
A Kobe nel 2003 abbiamo fondato un’organizzazione no-profit per diffondere il Metodo Feuerstein e
ampliare il numero di persone che applicano il Programma di Arricchimento Strumentale nel nostro paese.
Quando abbiamo cominciato il Programma, molti genitori sono subito venuti per essere formati, per poter lavorare con i loro figli; non esiste infatti alcun metodo cognitivo, di cui i bambini hanno bisogno, così valido come il Programma di Feuerstein.
Attualmente la mia intenzione è di insegnare il Programma nella scuola dove lavoro all’interno delle mie
classi femminili.